Il manoscritto è composto di un elegante frontespizio dorato a doppia pagina a quattro cartigli e sette doppie pagine ornate di fasce esterne impreziosite da motivi floreali in oro. Il titolo di ogni sūra è iscritto in un cartiglio a rettangolo dorato e finemente decorato. Il testo e la traduzione interlineare disposte a piena pagina hanno nove linee e sono ordinate entro una cornice a filetti oro, nero e blu. In oro sono anche i piccoli cerchi che marcano la fine di ogni āya. La scrittura principale è in naskh vocalizzato di colore nero; un elegante e minuzioso carattere nasta'līq rosso è utilizzato per testo interlineare. In commento al Corano in lingua persiana ai bordi laterali delle carte è apposta in una micro scrittura di colore nero. I titoli sono a inchiostro bianco su fondo dorato. Le decorazioni all'interno del codice sono composte da minuziosi motivi ornamentali di tipo vegetale. Nove sono le doppie pagine interamente ornate e 114 i cartigli dorati con micro disegni floreali. L'incipit e l'explicit sono consueti. La  legatura è in un elegante cuoio rosso su supporto di cartone con ricche decorazioni in oro; sul dorso è riportata una etichetta di cuoio rosso con titolo vergato a inchiostro oro Qur’ān majīd  "Santo Corano". Alla c. 736v del colophon si leggono in lingua persiana la data e il nome del copista: "Scrittura è di Muhammad 'Alī Mi’mār, anno 1120 H (1708-1709 A.D.)". Il nome Mi’mār indica la professione del copista, decoratore e artista. Alla c. 736v, una nota di possesso parzialmente cancellata ha conservato la data apposta dal proprietario del momento 1233 H\1817-18 A.D.

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