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Il 7 novembre riapre l'Ashmolean Museum, il più antico museo universitario del mondo

L'Ashmolean Museum ha raddoppiato gli spazi espositivi, permettendo di mettere in mostra migliaia di quadri, sculture e oggetti finora relegati in deposito. La collezione e' di una ricchezza immensa, dai reperti archeologici greci alle oltre 300mila monete antiche, dalle porcellane cinesi agli oggetti di arte islamica e indiana, dal guanto da falconeria di Enrico Ottavo ai mantelli di Lawrence d'Arabia.
La scelta architettonica riflette il nuovo approccio del museo, chiamato 'Crossing Cultures Crossing Time': invece di separare gli oggetti rigidamente secondo i luoghi di provenienza e in ordine cronologico, gallerie a tema seguono la storia di ogni pezzo tracciando l'iter della sua creazione come frutto della correlazione di influenze e dell'interscambio di idee tra diversi continenti e societa', appunto ‘attraverso le culture e attraverso i tempi". Una scelta ‘politicamente corretta' e quindi controversa di non privilegiare le culture europee ma riconoscere il loro debito verso le culture mediorientali e asiatiche, di sottolineare le somiglianze e gli scambi invece delle differenze e degli scontri. "Abbiamo voluto creare una narrativa interna al museo a scopo didattico ma non solo e non presentare la verita' immutabile ma tante ipotesi, - spiega Henry Kim, project director del museo. - Il nostro obiettivo e' aprire le menti, la nostra speranza e' che un visitatore anche colto dica: non ci avevo mai pensato prima."
L'arte ha nuovi Orienti - Apertura del Museo d'Arte Orientale in Torino

Il 5 dicembre 2008 è stato inaugurato a Torino il MAO, Museo d'Arte Orientale: un'istituzione permanente che guarda all'Oriente nella pluralità di ambiti geografici, culturali ed artistici.
 
Grazie ad un patrimonio di 1500 opere antiche provenienti da diversi paesi dell'Asia (dall'India al Giappone, dall'Afghanistan al Tibet), il MAO apporta un contributo importante al dialogo multietnico valorizzando la tradizione artistica di popoli e culture diversi da quelli occidentali e annoverandosi a pieno titolo tra le principali istituzioni internazionali dedicate all'Arte Asiatica.
 
Il museo ha sede nella settecentesca residenza nobiliare di Palazzo Mazzonis, nel centro storico di Torino ed è ripartito in cinque gallerie corrispondenti alle cinque diverse regioni del grande continente asiatico: l"Asia Meridionale, articolata nelle distinte aree culturali del Gandhara, dell’India e del Sud-Est Asiatico; la Cina, culla di una multisecolare civiltà; la Regione Himalayana, fertile luogo di interazione delle culture dell’India e della Cina; il Giappone, crogiuolo dell’incontro del Buddhismo con le antiche tradizioni locali; i Paesi Islamici, testimoni di una straordinaria fioritura artistica che comprende un’estensione territoriale che va dall’Asia Centrale al Mediterraneo.
 
Per saperne di più:
 
www.maotorino.it
www.maotorino.it/homepage.php?lang=1
M.I.A. - Museo di Arte Islamica - Doha, Qatar

M.I.A. - Museo di Arte Islamica - Doha, Qatar

Si è inaugaurato recentemente il Museum of the Islamic Arts in Dubai. Il monumentale complesso galleggia su un isola artificiale costruita appositamente dall'architetto novantunenne Ieoh Ming Pei, già ideatore della "Piramide di vetro" del Louvre.  Il M.I.A. è il primo Museo di arte islamica del mondo e racchiude, nelle collezioni, i capolavori di tre continenti e tredici secoli di storia, 800 pezzi che mostrano le connessioni artistiche attraverso diversi paesi e culture, dall'Egitto a Iran, Iraq, Turchia, India e Asia Centrale ai paesi del Golfo.
I dipinti ad olio più antichi del mondo sono stati scoperti in Afganistan

I dipinti ad olio più antichi del mondo sono stati scoperti in Afganistan, durante i lavori di restauro delle nicchie che ospitavano le colossali statue dei Buddha di Bamiyan distrutte nel 2001 dai talebani. I dipinti risalenti ad un periodo che va dal V al IX secolo dopo Cristo sono stati eseguiti con una tecnica che si pensava fosse stata introdotta dai pittori europei nel 1400. Il National Research Institute for Cultural Properties di Tokyo, il Centre of Research and Restoration of the French Museum-CNRS, Francia, il Getty Conservation Institute, USA e l'European Synchroton Radiation Facility (ESRF), Francia hanno utilizzato le diverse tecnologie applicate alla luce di sincrotrone per studiare a fondo la qualità dei dipinti. Secondo gli studiosi, 12 grotte su 50 erano state dipinte con colori ad olio ricavati forse da semi di noce e papavero. Tralasciando le parti fatte ad olio, alcuni strati sembrano essere stati eseguiti usando resine naturali, proteine, colla e in qualche caso uno strato di vernice resinosa trasparente. Le proteine indicherebbero ingredienti come uova e tra i vari pigmenti usati sarebbe stata trovata un alta percentuale di piombo, precisamente carbonati di piombo bianchi che venivano usati anche nell'antichità . Secondo Yoko Taniguchi, coordinatore della ricerca, i dipinti sono forse opera di artisti itineranti che viaggiavano lungo l'antica Via della Seta.

Gola Dhoro, un laboratorio specializzato attivo oltre quattromila anni fa

Scavi condotti nel Gujarat, nell'India settentrionale, hanno rivelato l"esistenza di un laboratorio specializzato attivo oltre quattromila anni fa, coevo della grande Civiltà dell'Indo. Gola Dhoro. Questo il nome del sito, si trova sulla costa sud orientale del Golfo del Kutch, presso l"attuale villaggio di Bagasra. Gli scavi hanno provato la grande importanza strategica di simili piccoli insediamenti di frontiera per lo sviluppo economico e l'articolazione sociale della Civiltà dell"Indo. A Gola Dhoro si sono trovati grandi quantità di conchiglie e di diaspro non lavorati. Tra questi accumuli, migliaia di bracciali e anelli in conchiglia non finiti, minute schegge di conchiglia lavorata e pietre usate per lisciare i prodotti. Senza dubbio un eccezionale laboratorio proto-industrale di più di 4000 anni fa.

Per approfondimenti: Archeo, luglio 2007 o http://www.harappa.com/goladhoro/

Siem Rap: un rischio concreto per la sopravvivenza degli antichi edifici

La crescita esponenziale delle strutture turistiche di Siem Rap, nei pressi del celebre complesso templare di Angkor Wat in Cambogia, rappresenta un rischio concreto per la sopravvivenza degli antichi edifici. Secondo Philippe Delanghe , rappresentante dell'UNESCO, a Phnom Penh, le maestose rovine, dichiarate Patrimonio culturale dell"Umanità nel 1993, poggiano su un terreno composto da una delicata miscela di acqua e sabbia e il continuo drenaggio idrico, richiesto dai numerosi hotel in via di costruzione, costituisce una seria minaccia alla staticità stessa dei monumenti. Angkor Wat fu fatta costruire dal re Suryavarman II (1113-1150), nel volgere di circa quarant'anni, come suo mausoleo e luogo di culto.

Archeo, aprile 2008
Il Taj Mahal è stato ufficialmente inserito nella lista delle Nuove Sette Meraviglie del mondo

C'e' anche il Colosseo di Roma fra le nuove "Sette Meraviglie del Mondo" proclamate a Lisbona in base ai risultati di un mega-sondaggio privato promosso dal regista svizzero-canadese Bernard Weber, cui hanno partecipato secondo gli organizzatori circa 100 milioni di persone in tutti i continenti. Questi, per ordine di proclamazione, i sette monumenti piu' votati: Grande Muraglia (Cina); Petra (Giordania); Statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro (Brasile); Rovine Inca di Machu Picchu (Peru); Piramide Maya di Chicen Itza (Messico); Colosseo e per ultimo il Taj Mahal.
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